Aggiustare l’iPhone è più facile: da Apple corsi gratuiti per i riparatori

L’azienda di Cupertino estende anche all’Europa e all’italia il suo programma di riparazioni presso negozi e centri assistenza indipendenti, che avranno accesso a un training gratuito e potranno installare parti originali della Mela

Lo scorso autunno Apple ha lanciato negli Stati Uniti il cosiddetto “Independent Repair Provider Program” che offre ai riparatori indipendenti corsi di formazione gratuiti sulla riparazione dell’iPhone. I tecnici dei centri assistenza che partecipano al programma, una volta ottenuta la certificazione, possono offrire ai propri clienti le riparazioni dell’iPhone accedendo agli stessi strumenti e alle stesse parti di ricambio ufficiali che vengono distribuite agli Apple Store e agli Apple Authorized Service Provider (AASP). 

Negli USA sono già più di 140 le aziende che hanno partecipato, con 700 punti vendita che ora possono riparare gli iPhone con parti originali. Forte del riscontro positivo di questa prima fase, Apple ha deciso di estendere l’iniziativa al Canada e a 32 paesi europei, Italia compresa. Significa che tutti i riparatori indipendenti che vorranno offrire ai propri clienti la riparazione dell’iPhone potranno farlo certificando almeno uno dei propri tecnici attraverso i corsi gratuiti organizzati da Apple. I corsi saranno relativi a specifiche riparazioni di alcune parti chiave del prodotto, quali ad esempio la sostituzione della batteria e dello schermo. 

Per i riparatori indipendenti che vorranno partecipare al programma allestirà un sito dedicato per inviare la propria richiesta di adesione. Per gli utenti ci sarà invece la possibilità di verificare la certificazione di un riparatore indipendente consultando il registro ufficiale accessibile da questa pagina del sito dell’azienda. Al momento il programma sarà dedicato soltanto alla riparazione dell’iPhone, ma Apple non ha escluso che in futuro possa allargarsi anche ad altri prodotti della gamma della Mela.

Con il programma per riparatori indipendenti, Apple punta a risolvere il problema della congestione dei centri di riparazione ufficiali, siano essi le Genius Bar degli Apple Store o i punti di assistenza degli AASP. Per gli utenti si ampliano così le possibilità di riparare l’iPhone senza dover ricorrere necessariamente all’assistenza ufficiale, mentre per i riparatori indipendenti - che oggi offrono già queste riparazioni che non prevedono l’uso di attrezzi, strumenti software e parti di ricambio ufficiali - si aprono importanti prospettive professionali e di business. 

I riparatori indipendenti potranno offrire riparazioni “certificate” solo per dispositivi Apple fuori garanzia. In altre parole per quelle riparazioni per cui l’utente dovrà pagare di tasca propria. Tutte le attività di assistenza che rientrano nella garanzia Apple Care (sia quella base sia quella estesa) potranno comunque essere prese in carico solo dagli Apple Store oppure dai già citati Apple Authorized Server Provider, cioè la rete di negozi partner ufficiali di Apple a cui l’azienda concede di fare le veci dei propri Store. 

Uno dei grandi vantaggi di questo programma per i riparatori indipendenti sarà la possibilità di accedere alle parti di ricambio ufficiali di Apple, ma c’è un interessante segnale di distensione di Cupertino nei confronti dei centri di assistenza che non afferiscono alla rete ufficiale AASP. Al momento della riparazione, il centro indipendente certificato potrà offrire all’utente anche parti non ufficialmente fornite da Apple, magari a un prezzo inferiore rispetto all’originale. L’importante, dicono dall’azienda, è che la distinzione di prezzo tra parti originali (che sono testate e garantite con gli standard di Cupertino) e le parti “compatibili” sia specificata in maniera trasparente. 

Con questo nuovo programma per riparatori indipendenti, Apple si prepara anche ad accogliere i cambiamenti che arriveranno - probabilmente dal 2021 - con la nuova legge europea sul “right to repair”, il diritto per gli utenti “ad aggiustare” al meglio i propri gadget tecnologici. La nuova norma imporrà alle aziende tech di vendere prodotti ad alto tasso di riparabilità per evitare lo spreco, favorire il riciclo dei rifiuti elettronici e l’economia circolare nel settore tecnologico. Su questo punto la filosofia di Cupertino ha sempre cozzato con le richieste degli smanettoni che vorrebbero dispositivi con componenti rimovibili, intercambiabili o modulari, con soluzioni che tuttavia non permetterebbero ai designer di Cupertino - come a quelli di molti altri produttori tecnologici -  di concepire computer e smartphone più sottili, compatti e leggeri. 

È un’annosa questione che non si risolverà presto ma che, per lo meno dal punto di vista ecologico, Apple prova a risolvere in altro modo, favorendo il riciclo dei prodotti o allungandone ove possibile la vita su più cicli di aggiornamento software. L’azienda ha allestito da anni centri per il riciclo dei componenti dei suoi dispositivi elettronici e offre piani di ritiro dell’usato a fronte dell’acquisto di nuovi prodotti (per quanto con prezzi di acquisizine dell’usato non sempre invitanti). Nel caso degli iPhone, è anche l’unica azienda che supporta gli aggiornamenti software su dispositivi vecchi fino a quattro anni. Su questo punto la questione è ulteriormente controversa, perché per riuscire in questa impresa in passato l’azienda ha volontariamente limitato alcune funzioni su dispositivi più vecchi con batterie danneggiate, incappando ad esempio in una famosa sanzione dell’AGCM per “obsolescenza programmata”.

La possibilità di riparare un iPhone fuori garanzia in maniera sicura, presso un qualsiasi riparatore indipendente certificato non potrà che essere accolta positivamente, però, perché nei fatti contribuirà ad allungare ulteriormente il ciclo di vita dell’iPhone, uno dei prodotti elettronici più diffusi al mondo. Del resto, come sostengono anche molte associazioni ambientaliste, il prodotto elettronico più ecologico è quello che riesce a vivere più a lungo. Quest’ultima iniziativa di Apple va esattamente in questa direzione.

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