Imponente attacco hacker contro Twitter. Sarebbero dei giovanissimi

Nella sera del 15 luglio, un numero consistente di account Twitter ha iniziato a pubblicare dei messaggi scam, nei quali gli autori promettevano di raddoppiare la quantità di Bitcoin che veniva loro mandata.

Secondo twitter, gli account entrati in possesso dagli omonimi hacker, la cui maggior parte dei quali appartiene a celebrità americane note in tutto il mondo, tra cui Jeff Bezos, Elon Musk, Bill Gates, Barack Obama e molti altri, sarebbero 130.

Non è ancora chiaro, sfortunatamente, se sono state rubate informazioni personali dagli account violati che, qualora venissero venduti nel Dark Web, potrebbero valere un’ingente e cospicua somma di denaro.

Secondo le analisi degli esperti e, in seguito, anche confermato da persone direttamente coinvolte nell’attacco contro il colossale social network, Twitter è stato vittima di un sofisticato attacco di Social Engineering, che rappresenta l’insieme di tecniche utilizzate dai cybercriminali per attirare gli ignari utenti ad inviare loro i propri dati riservati, attuato nei confronti di un admin.

Durante l’attacco, i criminali informatici hanno accumulato una somma equivalente a 120 mila dollari in Bitcoin, truffando centinaia di persone che prestavano fede ai loro idoli.

Nuovi dettagli emergono sull’hackeraggio subito da Twitter nei giorni scorsi: l’attacco avrebbe coinvolto almeno quattro hacker – ma la mente dietro l’operazione sarebbe un programmatore noto solo con il nickname “Kirk” all’interno della chatboard OGusers.com. Questa chatboard non è che un sito dedicato allo scambio e alla vendita di username di Twitter molto generici o molto brevi, tali da essere stati creati durante i primi giorni di vita della piattaforma. Kirk avrebbe attuato l’hackeraggio utilizzando le credenziali di accesso di alcuni dipendenti di Twitter, prelevate (illegalmente) da una conversazione sull’app Slack; così facendo avrebbe non soltanto condotto la truffa nota a tutti, ma anche scaricato tutti i dati personali di 8 account Twitter (non verificati) – non prima di essersi appropriato del profilo Twitter @6, posseduto (prima del suo decesso nel 2018) dall’hacker Adrian Lamo, che nel 2010 denunciò Chelsea Manning alle autorità statunitensi.

Al momento, l’FBI, Federal Bureau of Investigation, sta energicamente investigando sull’accaduto e, con l’aiuto della Blockchain Analysis, sta cercando di individuare i responsabili del grottesco atto criminale. Secondo le prime indagini si tratterebbe di un gruppo di giovani hacker americani e britannici. Lo rivela il New York Times scrivendo che “le interviste con questi hacker indicano che l’attacco non è stata opera di Paesi come la Russia né di un gruppo sofisticato”.

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