Rapporto CLUSIT 2016: sicurezza informatica sempre più carente

Gli esperti del CLUSIT, l’Associazione per la Sicurezza Informatica in Italia, hanno presentato alla stampa la versione aggiornata del Rapporto CLUSIT, il quale delinea il quadro aggiornato della situazione globale e delle prospettive della sicurezza informatica sulla base dei più importanti eventi dell'anno.

Il quadro dipinto dall'azienda specializzata è a dir poco preoccupante: l'automatizzazione degli attacchi e la presenza di un numero sempre maggiore di vulnerabilità, soprattutto in un'epoca che segna la forte transizione verso la cosiddetta 'Internet delle Cose', costituisce un reale pericolo per tutti i dispositivi "smart" per i quali non sono sempre adottate le necessarie misure di sicurezza.

Oggi è molto facile procurarsi autonomamente gli strumenti per sviluppare in casa un proprio virus e usare reti di server noleggiati legittimamente per organizzare potenti attacchi di tipo DDoS anche con picchi che raggiunto diverse centinaia di Gbps.

Il Cybercrimine è cresciuto del 30% nell’ultimo anno e sono aumentati del 39% gli attacchi con finalità di spionaggio. Anche le infrastrutture critiche nel mirino dei cyber-criminali, con un incremento degli attacchi pari al 154%. Inarrestabile poi la diffusione dei ransomware, che generano vere e proprie campagne di estorsione informatica.

Il Rapporto CLUSIT tiene esclusivamente conto di quella che viene definita "la punta dell'iceberg" degli attacchi informatici, ovvero agli incidenti più eclatanti e che in qualche modo hanno un impatto internazionale.

servizi online e Cloud - categoria che comprende i principali sistemi di Webmail, i Social Network, siti di e-Commerce e piattaforme Cloud pubbliche - registrano un aumento dell’81% rispetto al 2014 e il più elevato valore assoluto ad oggi consuntivato.

Colpiti in maniera evidente anche i settori dell’informazione e del gioco: media online, piattaforme di blogging e gaming nel 2015 hanno subito un incremento degli attacchi pari al 79% rispetto all’anno precedente. Quello del gaming è un settore debole perché fa massiccio affidamento sui servizi di rete, che devono essere sempre disponibili per i giocatori.

Tecniche d’attacco semplificate

Il 57% delle incursioni più gravi nel 2015 compiuti contro primarie organizzazioni pubbliche e private è stato sferrato con tecniche tra le più banali - SQLi, DDoS, vulnerabilità note, malware semplice. Si tratta di una chiara indicazione della inadeguata capacità di difesa e della pressoché sconfinata libertà di azione delle organizzazioni criminali.

Uno scorcio è dato all'aspetto più oscuro di internet: il Dark Web. Anche nel 2016 è risultato prezioso il contributo di Fastweb sulla situazione italiana in materia di cyber-crime ed incidenti informatici. In particolare, l’azienda ha analizzato i dati relativi agli attacchi rilevati dal proprio Security Operations Center (SOC): oltre 8 milioni di eventi di sicurezza avvenuti nel 2015, ovvero una base dati più ampia di circa il 60% rispetto a quella dell’anno precedente.

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